Sicuramente non è stato un remake di Napoli e di Genova 2001. Le elezioni sono vicine, e non saranno elezioni di normale amministrazione. NIENTE CON BERLUSCONI E’ NORMALE. Si è vista all’ opera una gestione della piazza molto più raffinata di quelle di Napoli e Genova.
Con questo non voglio additare la causa principale dello sfacelo di Roma 2011 in un complotto ma nell’intrecciarsi perverso di molte concause.
Da un lato una subcultura di stadio-borgatara-demenziale, in cui il vandalismo distruttore di chi non ha niente (o ha pochissimo) assume la forma del gioco infantile, intriso della rabbia e della disperazione di giovani adulti.
Noi persone siamo come SALVADENARI: CI TROVI QUELLO CHE CI METTI.
Pochissimi, quasi nessuno, investe nelle borgate e nelle periferie che restano abbandonate a mafie, camorre e piccole bande autoctone.
Ai vecchi tempi sindacato, pci, lotta continua facevano -come si usava dire- lavoro di quartiere…c’erano le lotte per le case, per le autoriduzioni delle bollette, il tentativo di innestare una razionalità ed un’etica comunitaria.
Ecco perchè GIUSTAMENTE Alessandro V. ci posta le foto di quel che si fa "na Bahia" attraverso la rivendicazione della possibilità di imparare a leggere.
E NON E’ UN LAVORO FACILE. E’ UN LAVORO DIFFICILISSIMO CHE RICHIEDE OPERATORI CON UNA CARATURA UMANA NON COMUNE.
E questo lavoro, in mancanza di una rete di riferimento che vada al di là del localismo, può assomigliare, nell’immediato, ad una fatica di Sisifo, anche se non è vero.
Ma cari compagni nostalgici di Enrico, come tutti i nostalgici, tendete a dimenticare….il compromesso storico, prima la Bolognina dopo, secondo voi non c’entrano niente con l’Olgettina ? Proprio niente, niente ?
Quando si abbandona la CONFLITTUALITA’ in nome della LEGALITA’, di una legalità purchè sia, (qualunquismo legalitario e qualunquismo politico sciaguratamente ed infelicemente coniugati) per dimostrarsi degni di entrare nella stanza dei bottoni, da cui portare fuori cospicui bottini (anche banche, quando possibile) si abbandona, non solo una politica orientata in senso CLASSISTA ma anche una PEDAGOGIA fondata su una antropologia classista, CHE E’ UNA ANTROPOLOGIA COMUNITARIA, ANTINDIVIDUALISTA PER ECCELLENZA.
Una antropologia ed una pedagogia dove la ratio è sempre un "io-noi" che permette dialoghi ed interazioni.
E dove, a ragione o a torto (chi lo sa ?) vi è posto per la SPERANZA, perchè senza speranza niente PROGETTO, niente FUTURO.
Quando KM diceva: SENZA TEORIA NIENTE PARTITO SENZA PARTITO NIENTE RIVOLUZIONE, penso parlasse anche di questo. Di un progetto, di una comunità di una speranza.
In questo kaos ordinato, o meglio, subordinato, le dinamiche, Inghilterra docet, sono al tempo stesso distruttive ed autodistruttive.
Quelli che sembrano “alieni” sono prima di tutto degli ALIENATI nel senso marxiano del termine, sono la fase suprema (per ora) dell’alienazione, dello spossessamento di sé e di qualsiasi progettualità, futuro e speranza.
Sono il rimosso, non elaborato, che picchia fuori dalla porta delle nostre esistenze piccolo-borghesi. ASCOLTIAMOLO relazioniamoci, elaboriamo il “transfert” prima che sia troppo tardi.
Con queste premesse una gestione della piazza in chiave elettorale non era certo un’ impresa difficile per un’organizzazione come il Viminale.
Se, poniamo, i “vandali” erano in tutto 5000, bastano anche 50 giovanotti e ragazzotte, ben addestrati, ad indirizzarne le pulsioni, aggiungendovi un’ oculata politica di non-intervento che fa mancare le forze laddove occorrerebbero, o, se “BEN” guidate, riesce a non farle intervenire.
Infatti questa volta niente Bolzaneto, niente macelleria di massa.
Los signori avevano bisogno che Roma fosse devastata perchè la prossima volta utile le nuove macellerie, le nuove Diaz, i nuovi Bolzaneti vengano richiesti e salutati dalle ululanti maggioranze silenziose di turno.
Compagne e compagni NON UNITEVI A LORO !!!
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lunedì 17 ottobre 2011
mercoledì 7 novembre 2007
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giovedì 11 ottobre 2007
noterella (incompleta) sulla democrazia
La democrazia parte dal principio che tutti i componenti del DEMOS siano uguali o quanto meno simili, e perciò stesso, debbano avere voce in capitolo sulle decisioni che, riguardando il demos, riguardano più o meno direttamente anche tutti loro.
La DEMOCRAZIA si fonda quindi sul principio dell' UGUAGLIANZA.
Ma nella storia sono esistite (e tuttora esistono) democrazie in cui qualcuno è più uguale degli altri...e non pensiamo solo alla democrazia ateniese, risalente a qualche millennio addietro, ma alla DEMOCRAZIA SCHIAVISTA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA, (una democrazia che escludeva gli schiavi di origine africana, addirittura dal gruppo degli esseri umani a pieno titolo, una democrazia fondata sullo sterminio degli Indiani) prima della guerra di secessione, alle tante democrazie coloniali in cui agli abitanti originari delle colonie non veniva riconosciuta la cittadinanza della potenza colonizzatrice, e, con l'indipendenza, non veniva riconosciuta la cittadinanza del nuovo stato. (Chile, Argentina, Brasile Sud-Africa, Rhodesia -oggi Zimbabwe-etc. etc.).
In genere queste “democrazie” antepongono i principi di omogeneità e di comunità a quello di uguaglianza umana.
L'idea che TUTTI GLI ESSERI UMANI, senza SE e senza MA, possano essere portatori di alcune caratteristiche, che tutti li accomunano, e, perciò stesso, diano a tutti alcuni diritti fondamentali non è accettata, né di fatto né in teoria, da molte correnti di pensiero politico.
C'è chi vuole l'uguaglianza e chi non la vuole.
E questa è, piaccia o non piaccia, una PRIMA e FONDAMENTALE discriminante tra DESTRA e SINISTRA.
Vi è anche l'idea, talvolta radicata a partire da convinzioni religiose e talaltra da opinioni scientifiche, che gli esseri umani NON SIANO FONDAMENTALMENTE tanto uguali fra di loro e che, pertanto, le differenze sociali, di potere e di reddito, condizioni di vita, siano giusificate da tale disuguaglianza materiale tra gli individui (tra le razze e le classi).
Per costoro ogni tentativo di rimuovere queste differenze va, potremmo dire, CONTRO NATURA.
Le differenze sociali quindi non sono prodotto della storia ma della volontà di Dio, o per altri, della natura umana che così è fatta.
Una SECONDA FONDAMENTALE differenza tra DESTRA e SINISTRA , è che oltre a rivendicare l'uguaglianza di diritti politici, la SINISTRA ha sempre rivendicato, in svariate forme, la diminuzione delle differenze sociali materiali, economiche, culturali, di condizioni di vita, quando non addirittura l'ABOLIZIONE DI OGNI DIFFERENZA.
La SINISTRA è costituzionalmente pertanto ANTIRAZZISTA ed ANTISESSISTA.
Altre differenze queste che non possono essere messe in secondo piano.
Ripartiamo un attimino dall'inizio, da quando dicevamo che la DEMOCRAZIA SI FONDA SUL PRINCIPIO DELL'UGUAGLIANZA TRA TUTTI GLI ESSERI UMANI (altrimenti non si spiega perchè si debba avere voce in capitolo per diritto e non per forza)...questo ci porta a riflettere (tutto dipende dai punti di vista, un dislivello è contemporaneamente una salita ed una discesa) sulla giustezza o sull'ingiustizia del fatto che un australiano non possa avere in Italia gli stessi diritti fondamentali di un italiano, o viceversa...sulla limitazione umana che, oggi più che mai , è costituita della invalicabilità delle frontiere (sempre in termini di diritto e non di forza)....sulla legittimità democratica della guerra, delle guerre....
La SINISTRA è sempre stata TENDENZIALMENTE INTERNAZIONALISTA e PACIFISTA, la DESTRA o ISOLAZIONISTA o INTERVENTISTA e GUERRAFONDAIA (o virilmente e coraggiosamente guerriera, come sostengono costoro)
Questa è una piccola ricapitolazione delle differenze esistenti tra destra e sinistra nell'epoca in cui molti tendono a proclamare che ormai certe distinzioni non hanno più ragion d'essere o addirittura sarebbero scomparse dalla materialità della storia.
Che poi moltissimi personaggi, o molti, abbiano nel corso dei secoli, cambiato di campo per convinzione o per convenienza...non dimostra niente se non che accidenti ed incidenti sono assai ingarbugliati nella storia della specie umana.
Abbiano fatto bene o abbiano fatto male, abbiano avuto torto o ragione a cambiare loro, NON E' LA DIMOSTRAZIONE CHE NON ESISTONO DIFFERENZE MA SE MAI IL CONTRARIO.
Tanto è vero che esistono QUESTE DIFFERENZE loro hanno cambiato di campo, quindi i due campi contrapposti esistono ancora.
La democrazia parte dal principio che tutti i componenti del DEMOS siano uguali o quanto meno simili, e perciò stesso, debbano avere voce in capitolo sulle decisioni che, riguardando il demos, riguardano più o meno direttamente anche tutti loro.
La DEMOCRAZIA si fonda quindi sul principio dell' UGUAGLIANZA.
Ma nella storia sono esistite (e tuttora esistono) democrazie in cui qualcuno è più uguale degli altri...e non pensiamo solo alla democrazia ateniese, risalente a qualche millennio addietro, ma alla DEMOCRAZIA SCHIAVISTA DEGLI STATI UNITI D'AMERICA, (una democrazia che escludeva gli schiavi di origine africana, addirittura dal gruppo degli esseri umani a pieno titolo, una democrazia fondata sullo sterminio degli Indiani) prima della guerra di secessione, alle tante democrazie coloniali in cui agli abitanti originari delle colonie non veniva riconosciuta la cittadinanza della potenza colonizzatrice, e, con l'indipendenza, non veniva riconosciuta la cittadinanza del nuovo stato. (Chile, Argentina, Brasile Sud-Africa, Rhodesia -oggi Zimbabwe-etc. etc.).
In genere queste “democrazie” antepongono i principi di omogeneità e di comunità a quello di uguaglianza umana.
L'idea che TUTTI GLI ESSERI UMANI, senza SE e senza MA, possano essere portatori di alcune caratteristiche, che tutti li accomunano, e, perciò stesso, diano a tutti alcuni diritti fondamentali non è accettata, né di fatto né in teoria, da molte correnti di pensiero politico.
C'è chi vuole l'uguaglianza e chi non la vuole.
E questa è, piaccia o non piaccia, una PRIMA e FONDAMENTALE discriminante tra DESTRA e SINISTRA.
Vi è anche l'idea, talvolta radicata a partire da convinzioni religiose e talaltra da opinioni scientifiche, che gli esseri umani NON SIANO FONDAMENTALMENTE tanto uguali fra di loro e che, pertanto, le differenze sociali, di potere e di reddito, condizioni di vita, siano giusificate da tale disuguaglianza materiale tra gli individui (tra le razze e le classi).
Per costoro ogni tentativo di rimuovere queste differenze va, potremmo dire, CONTRO NATURA.
Le differenze sociali quindi non sono prodotto della storia ma della volontà di Dio, o per altri, della natura umana che così è fatta.
Una SECONDA FONDAMENTALE differenza tra DESTRA e SINISTRA , è che oltre a rivendicare l'uguaglianza di diritti politici, la SINISTRA ha sempre rivendicato, in svariate forme, la diminuzione delle differenze sociali materiali, economiche, culturali, di condizioni di vita, quando non addirittura l'ABOLIZIONE DI OGNI DIFFERENZA.
La SINISTRA è costituzionalmente pertanto ANTIRAZZISTA ed ANTISESSISTA.
Altre differenze queste che non possono essere messe in secondo piano.
Ripartiamo un attimino dall'inizio, da quando dicevamo che la DEMOCRAZIA SI FONDA SUL PRINCIPIO DELL'UGUAGLIANZA TRA TUTTI GLI ESSERI UMANI (altrimenti non si spiega perchè si debba avere voce in capitolo per diritto e non per forza)...questo ci porta a riflettere (tutto dipende dai punti di vista, un dislivello è contemporaneamente una salita ed una discesa) sulla giustezza o sull'ingiustizia del fatto che un australiano non possa avere in Italia gli stessi diritti fondamentali di un italiano, o viceversa...sulla limitazione umana che, oggi più che mai , è costituita della invalicabilità delle frontiere (sempre in termini di diritto e non di forza)....sulla legittimità democratica della guerra, delle guerre....
La SINISTRA è sempre stata TENDENZIALMENTE INTERNAZIONALISTA e PACIFISTA, la DESTRA o ISOLAZIONISTA o INTERVENTISTA e GUERRAFONDAIA (o virilmente e coraggiosamente guerriera, come sostengono costoro)
Questa è una piccola ricapitolazione delle differenze esistenti tra destra e sinistra nell'epoca in cui molti tendono a proclamare che ormai certe distinzioni non hanno più ragion d'essere o addirittura sarebbero scomparse dalla materialità della storia.
Che poi moltissimi personaggi, o molti, abbiano nel corso dei secoli, cambiato di campo per convinzione o per convenienza...non dimostra niente se non che accidenti ed incidenti sono assai ingarbugliati nella storia della specie umana.
Abbiano fatto bene o abbiano fatto male, abbiano avuto torto o ragione a cambiare loro, NON E' LA DIMOSTRAZIONE CHE NON ESISTONO DIFFERENZE MA SE MAI IL CONTRARIO.
Tanto è vero che esistono QUESTE DIFFERENZE loro hanno cambiato di campo, quindi i due campi contrapposti esistono ancora.
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